O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Quali vantaggi per l’Italia?

Pubblicato da oronero su 12 luglio 2010

Oggi su zerohedge c’era notizia completo di video che parlava del retail italiano e quanto soffre soprattutto la moda italiana della crisi. 

E allora mi sono ricordata delle parole di Richard Heinberg nel film Oil, Smoke & Mirrors (a 3,30 min):

“… eppure la gente non parlerà del picco del petrolio. Parleranno della disoccupazione. Parleranno del prezzo elevato dei prodotti alimentari. Parleranno del fatto che non si può più salire su un aereo di linea e viaggiare perché il settore aereo è crollato, ci sono solo pochi operatori ancora in piena attività ed i biglietti sono astronomicamente costosi. Parleranno di guerre o attentati terroristici. Avranno completamente perso di vista l’evento che ha causato tutto questo.”

(In italiano: Petrolio, Fumo e Specchi)

“L’evento che ha causato tutto questo” sarebbe Peak Oil. Per illustrarlo ho creato un grafico con praticamente tutti i paesi produttori sovrapposto (poco scientificamente) dal prezzo del petrolio:

Si vede che nonostanto i prezzi abbiano cominciato a salire rapidamente nel 2004 la produzione è rimasta allo stesso livello. Praticamente nessun paese è riuscito ad aumentare ulteriormente la produzione. Nel luglio del 2008 alcuni greggi avevano uno spot price sopra i 145 dollari.

A quel punto la domanda di petrolio è crollata a causa dei prezzi altissimi che hanno rallentato l’industria. Nel 2009 la produzione globale di petrolio è scesa per la minore domanda dall’industria.

È per il mancato aumento della produzione dopo il 2004 che la maggioranza del peakoilisti sono convinti che siamo ormai in discesa.

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Guardando i numeri, così ad occhio, sembrerebbe che ca 45 dei 50 produttori hanno passato il picco.

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E se siamo in discesa, quali vantaggi può avere l’Italia rispetto agli altri paesi industrializzati?

Presupponendo che l’Italia riuscirà a produrre abbastanza elettricità…

  • Direi che prima di tutto esiste ancora tanta piccola produzione in giro. Aziende di famiglia, con tanto know-how concentrato nello stesso luogo. Ci sarà un grande boom per la piccola-piccolissima impresa che opera localmente.
  • E forse tanta piccola produzione potrà essere ricreata, visto che la produzione italiana si è spostata in Tunisia e in Cina solo recentemente. Forse ci sono addirittura laboratori con macchinari ancora in giro? In Svezia l’industria di base ha cominciato a fuggire già 50 anni fa.
  • Come possiamo vivere insieme in un mondo con sempre meno risorse? L’Italia avrà molto meno difficoltà di ricordarsi il concetto famiglia, rispetto alla Svezia o gli US.
  • La facilità di crescere cibo in Italia…grande vantaggio. Lo svantaggio è che c’è troppa gente e poco terreno. Chi ha un po’ di terra sarà fortunato.
  • Poi cinicamente, in Italia siamo già abituati che ogni anno l’istruzione viene ridimensionato. Orribile, ma vero. Ma, forse non sarà del tutto sbagliato, togliere quella tremenda pressione della maturità, per non parlare dell’uni? Oggi una persona giovane non riesce a convincere i genitori che NON deve studiare giurisprudenza come la mamma, con tanti anni di sofferenza e mancata tranquillità e mancati guadagni come risultato.
  • Torneremo a parlare le lingue dei nostri vicini di casa, insieme al trend verso l’inglese?
  • Per chi avrà la pensione, in Italia la situazione sembra più solida rispetto alla Svezia o gli US, perché almeno non sono legate all’andamento della borsa. (per quanto ne so)
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