O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

OECD, consumo di energia

Posted by oronero su 24 giugno 2010

Quando succede che i media tradizionali pubblicano una notizia positiva dopo l’altra sull’energia, io comincio a dubitare seriamente delle cose che leggo giornalmente su the oil drum, climate progress e altri siti. Per fortuna basta andare a ripescare i dati da IEA, EIA, OECD e anche la BP (che fornisce ottime statistiche), per crearmi qualche grafico nuovo, mettere tutto in ordine e ripetere: Non riusciremo mai a sostituire i combustibili fossili con fonti di energia alternativa.


Questa volta, dal “BP statistical review of world energy”  ho preso i dati per il consumo di energia dei paesi OECD.

Ho incluso anche sole, vento, geotermale e etanolo, che però non sono neanche visibili su quella scala. L’unica eccezione è la produzione di etanolo negli US, un piccolo mattoncino viola in cima.

Leggendo il grafico bisogna ricordarsi che paesi con simile distribuzione può consumare quantità totalmente diversi di petrolio. Si potrebbe pensare che Islanda consuma più petrolio della Norvegia, mentre in realtà si tratta quasi esclusivamente di kerosene ed altri jet fuel per il traffico aereo, più ca 3.000 barili di benzina al giorno, da paragonare ai ca 9.000.000 barili di benzina giornalieri degli US.

I grafici sono anche da prendere come istantanee. Nel 2007 la Svezia ha consumato molto più energia nucleare che idroelettrica, visto che si trattava di un anno particolarmente secco, ma nel 2009 l’idroelettrico ha di nuovo preso posizione.

Molto particolare trovo il fatto che il più grande produttore di petrolio OECD, la Russia, è il più bravo della classe per quanto riguarda il consumo.

Secondo posto alla Norvegia, grandissimo produttore di petrolio, che consuma anche pochissimo gas fossile e carbone.

Il primo posto complessivo va comunque all’Islanda, dove i combustibili fossili non superano i 30%.

Il peggiore della classe è la Danimarca, totalmente fossilo-dipendente, ma che tuttora riesce a produrre più petrolio, 12 milioni di tonnellate, di quanto ne consuma, 8 milioni di tonnellate.

L’Italia è messa male. 94% di energia dai combustibili fossili, e 46% solo dal petrolio. C’è un pochino di energia idroelettrica, ma dubito che sarà sufficiente per bilanciare gli impianti eolici. Una cugina che lavora presso Vattenfall, una delle più grandi aziende energetiche in Europa, mi ha recentemente spiegato che gli impianti eolici non possono essere bilanciati dal nucleare. Quando il vento finisce, ci vuole una fonte di energia pronta immediatamente. L’avvio di una centrale nucleare richiede tantissimo tempo, mentre invece una diga sta lì, pronta a riprendere la produzione subito. In Italia il nucleare non esiste, per cui gli impianti eolici devono ripiegare su altre fonti, se l’idroelettrico non è abbastanza sviluppato o addirittura inesistente. Carbone?

Il nostro disastro europeo, la Grecia, è il paese più dipendente dal petrolio di tutto l’OECD, e quindi anche dell’UE, con 62%. Tanto per buttare un po’ di sale nella ferita.

L’invidia in ogni caso non serve. I paesi come Islanda, Norvegia, Svezia, Turchia, Russia etc, che hanno un consumo decente di petrolio, non hanno fatto altro che raccogliere i frutti bassi. Rimane il compito impossibile di sostituire il petrolio nel settore trasporti.

Come riferimento aggiungo il grafico con il consumo assoluto.

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6 Risposte to “OECD, consumo di energia”

  1. Francesco said

    “Non riusciremo mai a sostituire i combustibili fossili con fonti di energia alternativa.”

    Guarda, secondo me è inutile sbatterci la testa, tanto questo non è un problema: è un dato di fatto.
    Prima o poi, per forza di cose, l’energia dovrà essere prodotta solo da fonti alternative (salvo sorprese dell’ultimo minuto, tipo la fusione nucleare).

  2. oronero said

    Solo che non basteranno, e (a meno che non arrivino gli alieni buoni che ci regalano la fusione) nelle fonti alternative dovremo includere anche i nostri muscoli e i cavalli/bici. Proprio come succede ancora in Brasile per esempio. Vedo i cavalli che brucano l’erba lungo l’autostrada tutti i giorni. Appartengono alla gente delle favelas, che non hanno mai fatto la transizione verso l’universo dei motori a combustione. Carrozza+cavallo non è per niente una visione strana, appena fuori Rio.

  3. Francesco said

    Sono d’accordo, le alternative non basteranno per lo stile di vita che si conduce oggi, per il modo in cui la nostra società è impostata.
    Dovremo ridimensionare e non poco i nostri consumi, ma a questo penso penseranno le varie crisi, di cui quella attuale è solo un primo assaggio.

    E’ esattamente il contrario di quello che ufficialmente si vuol far credere alle persone comuni.
    Tipo in una pubblicità si fa vedere un pannello fotovoltaico e di fianco un’auto elettrica, così chi vede associa le due cose. Peccato che sappiamo benissimo che è un’emerita caxxata…

    Va considerata comunque anche la gradualità del passaggio tra fossili e rinnovabili, che dovrebbe dare alla società la possibilità di adattarsi in un qualche modo.
    Speriamo.

  4. Piero Fratelli said

    I numeri (fino a 2400) indicati nel grafico sui consumi di energia) a quale unità di misura si riferiscono?

    Grazie e buon lavoro

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