O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Arabia Saudita e il futuro

Pubblicato da oronero su 4 maggio 2010

Arabia Saudita: Visto le ultime news ho deciso di fare un riassunto delle informazioni che ci sono in giro per chiarimi le idee su questo paese estremamente chiuso.

C’è un detto saudita molto usato nella letteratura sul Peak Oil: “Il mio padre montava un cammello, io guido una macchina, il mio figlio pilota un jet. Il suo figlio monterà un cammello”.

(…e forse dovremmo investire in un allevamento di cammelli?)

Come già detto, ultimamente ci sono state notizie che mi hanno sorpreso sull’Arabia Saudita nei media: Prima di tutto la costruzione di centrali nucleari che dovrebbero fornire abbastanza energia elettrica alle loro città per non vedersi costretti a ridurre l’esportazione di petrolio a noi poveracci dipendenti da loro. Poi l’apparente benedizione della casa reale di fronte alle ultime tentazioni di emancipazione delle donne, completo di foto con donne senza velo in presenza del re.

Io non ci credo che vogliono i reattori per il bene di tutti noi, e non ci credo che le concessioni verso le donne sia qualcos’altro che una pesca per goodwill statunitense.

L’Arabia Saudita sta competendo da anni con la Russia per il primato di produttore di petrolio, e nel 2009 la Russia per un pelo è riuscita a superare la produzione saudita.

La Russia non è più così dipendente dal petrolio come prima del crollo dell’Unione Sovietica, ma in Arabia Saudita ben 90% dell’esportazione viene dal petrolio (ca 60% nella Russia), e 45 % del PIL (ca 20% nella Russia). Il paese nel 2008 ha consumato solo il 22% della propria produzione, il resto è stato esportato.

In poche parole, l’Arabia Saudita è estremamente dipendente dal petrolio.

Il paese è governato da uno dei regime più totalitari e fondamentalisti del mondo e i crimini contro i diritti umani sono massicci. Il governo usa il diritto islamico come linea guida nell’interpretazione dei diritti umani, e crimini (crimini?) come omosessualità e adulterio e altre stregonerie possono essere puniti con la pena capitale.

Quanto è veramente vulnerabile è difficile da dire, visto che il paese non rilascia dati che non sono stati elaborati centralmente. Le agenzie EIA e IEA hanno ammesso di appoggiarsi ai dati di una certa Petro-Logistics, che pratica spionaggio nei porti, dove il cargo di una nave può essere stimato grazie alla linea d’acqua della nave caricata.

Lo stato saudita è proprietario di tutte le risorse saudite, anche della produzione di petrolio, le raffinerie e l’industria petrolchimica.

Per ora la produzione di elettricità è totalmente dipendente da combustibili fossili, per di più gas fossile. Il paese non esporta il gas, ma lo usa solamente per la produzione di energia, industria petrolchimica e desalinizzazione di acqua del mare.

La desalinizzazione usa ca 1,5 milioni di barili al giorno e ora il governo saudita ha messo in piedi un progetto di energia solare che dovrebbe coprire il 40% di energia necessaria per la produzione di acqua.

Ma l’impianto nuovo sarà di 30.000 metri cubi al giorno, neanche il 4% del più grande impianto tradizionale. Infatti due anni fa il paese ha tolto i sussidi alla propria produzione agricola, cominciando invece a importare praticamente tutto il cibo necessario. Nel 2009 l’importazione agricola era stimata a crescere 25%, per nutrire la popolazione, che in soli 10 anni è cresciuto da 22 milioni a 28 milioni.

La produzione di acqua necessaria per l’agricoltura richiedeva semplicemente troppi combustibili fossili.

Questo articolo dà il consumo nazionale come 3,4 milioni di barili al giorno nel 2009, e con questo dato posso completare i dati di EIA per il seguente grafico:

Con una produzione minore di greggio e un maggior consumo nazionale l’esportazione sta diminuendo a vista d’occhio. Anche se il prezzo del greggio è tornato a un livello per loro accettabile potrebbero già sentire i problemi economici.

Qualche dato sulla situazione demografica:

La popolazione ora è di ca 28,6 milioni di persone, di cui 27,9 sotto i 65 anni. I maschi sotto i 65 sono 15 milioni. I lavori si trovano soprattutto nei servizi, con ben 71%. Un giovano maschio saudita ha praticamente nessuna possibilità di lavorare se per qualche motivo rimane tagliato fuori da un posto statale. La disoccupazione tra la popolazione saudita è di 11,6%, calcolando sui 9 milioni di uomini tra i 15 e 65 anni abbiamo la cifra di 1 milioni di uomini sauditi disoccupati.

Ci sono cifre non ufficiali che indicano la disoccupazione come 25%.

Una polveriera. Economia che sta andando a rotoli, milioni di uomini disoccupati, non è una bella equazione.

Ma in realtà possiamo stare tranquilli ancora per un po’, non ci saranno rivoluzioni interne, perché almeno nel 2008 avevano ancora 430 miliardi di dollari in banca.

Solo che guardando questa interessantissima lista della World Bank si vede che l’Arabia Saudita è uno di tre paesi che spende più di 8% del PIL sulla difesa, gli altri due sono Israele, e sappiamo tutti chi la sta minacciando, e la Georgia, e anche li sappiamo chi la sta minacciando.

Per quanto riguarda l’Arabia Saudita devo dire che sono meno sicura. Iraq? Fatto fuori un bel po’ di anni fa. Stanno quindi comprando armi con i soldi del petrolio per proteggersi da conflitti interni? Secondo la SIPRI per esempio nel 2009 hanno comprato 444 aerei. Posso ben immaginare che hanno bisogno di sorvolare le pipeline, che vengono minacciate quotidianamente da gruppi terroristici.

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