O R O N E R O

Whenever you find yourself on the side of the majority, it is time to pause and reflect. Mark Twain

Peak Oil #1

Posted by oronero su 31 marzo 2010

Ho deciso di concentrarmi sul concetto “PEAK OIL” per un po’, leggendo i vari testi da “spolverata” che girano in Internet. Comincio da quello più pessimista, scritto da Matt Sevinar, di Life after the Oil Crash.

L’era industriale, una breve parentesi?

Il petrolio non finirà mai perché tutta la produzione di petrolio segue una curva a campana. Questo è vero se stiamo parlando sia di un singolo campo, che del intero pianeta.

Il petrolio è sempre più abbondante quando la curva porta insù, ma sempre più scarso e costoso quando la cima è stata superata. La cima significa che abbiamo esaurito 50% del petrolio. Nella discesa, la produzione di petrolio comincia a diminuire, e il costo a salire.

In termini pratici significa che se il 2005 è stato l’anno del picco del petrolio a livello mondiale, la produzione mondiale di petrolio nel 2030 sarà la stessa del 1980. Ma nel 2030 la popolazione mondiale sarà sia molto più grande (circa due volte) e molto più industrializzata (petrolio-dipendente). Di conseguenza, la domanda mondiale di petrolio supererà la produzione mondiale con un margine significativo. Il prezzo sarà alle stelle, le economie che dipendono dal petrolio si sgretoleranno, e ci saranno guerre per le risorse.

La nostra economia è simile al corpo umano in quanto non ha bisogno di finire tutte le riserve prima di fallire. Basta un deficit di 10-15% tra domanda e offerta per distruggere totalmente un’economia dipendente dal petrolio e ridurre i suoi cittadini in povertà.

Ad esempio, quando nel 1970 ci fu lo shock petrolifero, un deficit nella produzione di soli 5% ha causato il prezzo del petrolio a quasi quadruplicarsi. La stessa cosa è accaduto in California, pochi anni fa con il gas naturale: un calo di produzione di meno del 5% ha causato i prezzi a salire del 400%.

In futuro gli shock petroliferi non saranno di breve durata come quelli citati sopra, ma segneranno l’inizio di “una nuova condizione permanente”. Secondo una stima cauta la produzione diminuirà del 3% all’anno, ogni anno. Guerra, terrorismo, fenomeni meteorologici estremi e altri fattori geopolitici probabilmente spingeranno il tasso effettivo di declino a 10% l’anno, riducendo in tal modo l’offerta complessiva del 50% in 7 anni.

L’ex vicepresidente Dick Cheney diceva i un discorso del 1999 mentre era ancora amministratore delegato della Halliburton che “Secondo alcune stime, ci sarà una media di 2% di crescita annua della domanda mondiale di petrolio nei prossimi anni, e un 3% di declino naturale di produzione dalle riserve esistenti. Questo significa che entro il 2010 avremo bisogno di ulteriori 50 milioni di barili al giorno.

Molti esperti del settore pensano che il tasso di declino sarà di gran lunga superiore a quello previsto da Cheney nel 1999. Andrew Gould, AD del colosso di servizi petroliferi Schlumberger ha recentemente dichiarato che “un tasso medio accurato della diminuzione dell’8% non è un presupposto irragionevole”. Altri analisti anticipano tassi di declino di più di 13% all’anno. Una diminuzione del 13% annuo causerebbe un calo di 75% in meno di 11 anni.

Se un calo del 5% della produzione ha causato il prezzo a triplicare nel 1970, cosa succederà a un calo del 50% o 75% ?

Stime provenienti dal settore del petrolio indicano che il calo della produzione è già iniziato. Le conseguenze sono quasi inimmaginabili. Come scivoliamo giù il precipizio della curva di produzione mondiale di petrolio, potremmo scivolare in qualcosa meglio descritto come l’età della pietra post-industriale”.

Il grafico viene da “The Olduvai Theory” di Richard Duncan, Ph.D.

Peak Oil viene anche chiamato “Picco di Hubbert”, e prende il nome dal geologo della Shell Dr. Marion King Hubbert. Nel 1956, Hubbert ha correttamente previsto che la produzione petrolifera degli Stati Uniti avrebbe raggiunto il picco nel 1970. Inoltre ha previsto che la produzione globale avrebbe raggiunto il picco intorno al 2000, solo che non sapeva che la crisi politica del petrolio avrebbe ritardato tutto di circa 5-10 anni.

a seguire…

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